Pittura

PITTURA SU SETA... 
UN SOGNO FUGGEVOLE

"Lieve come l'ombra del pesce che cade per l'acqua verde pallida."  Ezra Pound 

 
LINEA QUADRI DECORATIVI                       LINEA MANDALA         

LINEA CRAVATTE


Si racconta che, nella Cina dei tempi antichi, l'imperatore e poeta Wu-ti, disperato per la morte della sua giovanissima favorita Li Fu-jen, dopo essere riuscito a convincere un mago a proiettare su una tela bianca l'ombra della fanciulla, vedendola apparire, abbia esclamato: “Il fruscio di una veste di seta... Come è lenta a venire!". Non era stato l'appena incerto profilarsi di un'ombra ad evocare la presenza dell'amata e a dare senso allo stupore e alla crudeltà dell'attesa, ma più semplicemente il fruscio familiare di un vestito di seta. La seta ha, infatti, un potere evocativo, per la sua capacità di essere elusiva e, al tempo stesso, corporea, indefinibile e risolta. Ed è, forse, questo uno dei motivi che hanno indotto, in un momento cruciale, Maria Luisa a eleggere la seta come supporto per lo sua pittura, rifiutando, fin dall'inizio, qualsiasi altro materiale, dalla tela preparata al foglio di carta. La consapevolezza, dunque, di un rapporto immediatamente fisico, proprio nel suo fluttuante farsi e disfarsi. La scelta del supporto, del materiale cioè che fa da base all'opera, è di estrema importanza, in quanto influisce attivamente su tutte le fasi dell'operazione artistica e, ovviamente, sulla qualità dei risultati, perchè la pittura rivela, inevitabilmente, quel condizionamento iniziale. La seta, in questo caso, con quel senso di impalpabilità che ne emana, porta ad esiti particolari, sia nelle caratteristiche del disegno che nella qualità cromatica. E ancora, un tessuto che, per sua natura, è indocile, capace di modificare in maniera imprevedibile i colori per il suo instabile rifrangere lo luce, richiede anche una particolare attenzione nella scelta dei soggetti. Maria Luisa ha optato, decisamente, per la favola, quasi a volere tradurre l'intima e misteriosa natura della seta, indovinandone nello stesso far pittura la specificità e la preziosità. Una favola che non è, e neppure vuole essere, invenzione, ma interpretazione della realtà, trasposizione di elementi concreti in una dimensione vagamente irreale. Il rischio era quello della gratuità, di una sorta di decorativismo fino a se stesso. Il lasciarsi andare, cioè, alla facilità di motivi determinati dalle qualità del tessuto e allo stupore degli occostamenti cromatici. Per di più con l'insidia di un esotismo di maniera (come non tenere conto di tante cineserie e giapponeserie?). Ma, sorprendentemente, l'indocilità del supporto e il favolismo programmatico hanno dovuto fare i conti con una pittura eminentemente concreta. Ecco, allora, paesaggi aggrumati, sospeso tra un incedere naif e la lezione dei maestri europei del primo Rinascimento; forme definite e individuate che, tuttavia, sogguardano all'astratto quasi sulle tracce di Sonia Delaunay; scene palesemente esotiche, affollate di vegetazione e uccelli; ma anche qualche citazione da certo immaginario giapponese (si pensi alla celebre "mareggiata" di Hokusai) e, in talune prove recentissime, il gusto del segno, della spazialità, quasi a voler ribattere al cromatismo esasperato e programmatico. Una pittura fluida e vivida, con i colori che aderiscono alla seta, causando variazioni tonali insospettate e di grande suggestione, coniugando l'unione di caratteri opposti e cogliendo il movimento in ogni sua manifestazione. Tutta una gradazione di azzurri, gialli, aranciati, che si inspessiscono e più spesso illividiscono. La fragilità diventa forza di asserire una visione del mondo, capacità di afferrare il senso di un sogno fuggevole, catturandone le immagini e l'intensità dei colori. L'amore e l'attenzione alla natura e alle cose che ci circondano diventano, così, un punto di arrivo, piuttosto che un programma, tanto da giustificare fino in fondo un'ossorvazione del grande Hokusai: "chi vuole riuscire nell'arte della pittura deve conoscere a menadito la diversità delle quattro stagioni".
Sergio Garbato

IDEA ARREDO